Chi è Giuseppe Taranto?
Giuseppe Taranto è un General Manager d'Hotel con alle spalle un’esperienza ultra
ventennale nel settore turismo: gavetta iniziata nelle agenzie di viaggi e poi concentrata
nell’hotellerie passando per tutti i ruoli dell’Hospitality, consulenza alberghiera, start up
commerciali e cinque nuove aperture negli ultimi anni oltre ad interventi come speaker in
occasione di seminari ed eventi formativi in Italia ed all'estero. Attualmente è Vice
Presidente dello Skål International Club Napoli, organizzazione professionale internazionale
di “Leader” nel Turismo che oggi conta circa 13.000 soci in oltre 300 Clubs in 101 nazioni.
Giuseppe, come e quando nasce la tua passione per il mondo dell’ospitalità?
La mia passione per il mondo dell'Ospitalità nasce in tenera età, quando avevo circa 12
anni; avevo uno zio che lavorava in uno dei più prestigiosi e storici Hotel della città di Napoli
ed un sabato pomeriggio andai con mio padre a salutarlo al lavoro. Appena entrato in Hotel
rimasi folgorato dall'ambiente elegante e scintillante che mi circondava; decisi quindi che
quello sarebbe stato il mio lavoro da grande e di coltivare il sogno di diventare Direttore
d'albergo; sogno che anni dopo sono riuscito ad avverare.
Qual è stato il tuo percorso di formazione, sia tecnica che personale, nel mondo dell’hospitality e quanto ha inciso nella tua crescita?
Dopo aver scelto di lavorare nell'Ospitalità iniziai gli Studi all'Istituto Alberghiero e proprio
grazie alla scuola iniziai ad entrare nel mondo del lavoro; al termine del quarto anno di studi,
a seguito di uno stage con l'intera classe, l'Agenzia di Viaggi ed Organizzazione Eventi che
ospitava l'attività decise di propormi uno stage individuale nei mesi estivi, grazie al fatto che
avevo una buona dimestichezza nell’utilizzo del pc e di vari software, e per due anni alternai
scuola e lavoro fino al conseguimento del diploma come Tecnico per i Servizi Turistici (oggi
il percorso di studi è denominato Accoglienza Turistica). Poche settimane dopo iniziai a
lavorare come Addetto al Ricevimento in un piccolo Hotel 4 stelle a Napoli, era il 2004, e da
tal momento non mi è capitato quasi mai di fermarmi. La mia formazione è stata
successivamente perlopiù da autodidatta, in quanto cercavo di apprendere quanto più
possibile sul settore da Libri, Forum online, Riviste e , soprattutto, dall’esperienza sul campo,
talvolta sbagliando, ma non ripetendo mai lo stesso errore; questo mi ha permesso di
definire le mie best practices personali che oggi porto con me e cerco di condividere.
Più che la formazione, ha inciso la volontà di voler raggiungere i miei obiettivi professionali;
sono originario di un quartiere molto popolare, i Quartieri Spagnoli a Napoli (abitavo a pochi
metri dall'oggi famoso murales di Maradona e dall'omonimo Largo), e questo Ti dà
sicuramente una marcia in più e comunque una grande ambizione.
Guardando indietro, quali sono state le difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare e cosa ti hanno insegnato?
Avendo iniziato a lavorare molto presto, una costante dei primi anni della mia carriera è stata
quella che quando partecipavo a selezioni di lavoro mi veniva indicato che ero troppo
giovane per essere preso in considerazione; tale situazione generò le prime Sliding Doors
nella mia vita, in quanto dovevo decidere se mollare e cambiare settore lavorativo o
formarmi per arrivare al livello di chi aveva un'età anagrafica superiore alla mia (ovviamente
scelsi la seconda); per il resto, dato che nessuna condizione economica o operativa era un
freno al raggiungimento dei miei obiettivi, l'elemento più probante è stato sicuramente la
gestione delle persone e dei rapporti con esse, che siano Collaboratori, Partner, Ospiti, ecc.,
ma ho imparato tantissimo da tale gestione, conoscenza che è impossibile imparare da
qualsiasi libro, perché il settore dell'Ospitalità è un po' una metafora della vita: può
succedere, o meno, tutto ed il contrario di tutto, da un momento all'altro; tutto dipende da
come si reagisce a ciò che accade; tra l'accadimento e la reazione, è lì che si cresce, sia
professionalmente, ma, soprattutto, umanamente.
Nel tuo lavoro parli di accoglienza come esperienza e non solo come servizio. Cosa significa per te “accogliere” davvero un ospite?
Accogliere per me vuol dire coniugare tre aspetti: Etica, Comunicazione e Tecnica in
funzione dell' “Aver Cura” degli Ospiti e delle loro esigenze, cercando di anticiparle. Il vero
lusso è proprio questo ed è il modo in cui un servizio immateriale diviene tangibile ed
apprezzabile. Offrire Lusso non vuol dire offrire spazi con arredi costosi o servizi all'ultima
moda, ma avere cura e considerazione del prossimo; secondo questo presupposto anche la
piccola Struttura può offrire Lusso; questo influisce positivamente sulla Brand Reputation
della Struttura e di conseguenza sulla possibilità di ottimizzarne i ricavi.
Quanto conta il fattore umano in un’epoca sempre più digitalizzata?
Il fattore umano è alla base dell'Accoglienza; le nuove tecnologie, l'AI su tutte, aiuteranno
sicuramente nell'operatività, ottimizzandone i processi, ma solo una conoscenza Tecnica del
Settore oltre a doti Comunicative e ad un'Etica innata, permetteranno di utilizzare tali
strumenti all'ennesima potenza, perchè solo “addestrando” al meglio le nuove tecnologie si
potranno raggiungere importanti traguardi.
Come nasce l’idea di scrivere Best Receptionist?
Prima parlavo dell'inizio della mia carriera, quando da autodidatta acquistavo libri tecnici di
settore per migliorare le mie conoscenze e competenze; ebbene all'epoca non mi fu
possibile, perché non c'era, trovare un testo con spunti pratici che mi guidasse
professionalmente; ebbene, Best Receptionist nasce per dare una risposta al me diciottenne
dell'epoca, come tanti diciottenni di oggi, su come avviare una carriera nell'Ospitalità; il teto
nasce però anche anche per supportare professionisti che già operano nel settore,
stimolando al continuo miglioramento grazie al confronto.
L'opera vide la luce nel Luglio 2022, ma la scrissi interamente in un mese, nel Febbraio
2021, in un periodo in generale poco positivo per tutti, quando era necessario reagire anche
professionalmente a notizie incerte sul futuro del settore. Fu inoltre necessario oltre un anno
per pubblicare il testo e per operare un'attività di editing.
Aggiungo che la formazione è sempre stata la mia passione e ritengo Best Receptionist la
prima pietra per dare vita a tanti futuri progetti personali.
Credo inoltre che ogni professionista del settore debba fornire il proprio personale contributo
alla crescita delle nuove leve e, anche per dovere, mi sono impegnato in tal senso.
Che tipo di riscontro hai ricevuto da lettori, studenti e professionisti del settore dopo la pubblicazione?
Il riscontro ricevuto su Best Receptionist, pur non riuscendo ancora a dedicare molto tempo
al successivo sviluppo del progetto, è stato molto positivo, tanto che il libro è arrivato alla
terza ristampa. La pubblicazione del Libro mi ha permesso di visitare molti Istituti
Professionali dal Sud al Nord Italia, grazie all'invito di Docenti e Dirigenti Scolastici, che
definirei “Illuminati”, perchè hanno trovato nell'opera un valido supporto per l'insegnamento e
per trasmettere passione per il percorso di Studi nell'Accoglienza Turistica; difatti, quello che
ho compreso, è che oggi, al di là di ogni singola area del Paese, vi sono delle difficoltà nel
creare nuove classi di Studi nell'Accoglienza Turistica; a tale proposito, è fondamentale che i
professionisti del Settore stiano al fianco dei docenti e dei Dirigenti d'istituto, fornendo il loro
supporto; sebbene sarebbe di base necessaria una revisione dei percorsi scolastici, in
attesa di interventi delle istituzioni, è bene essere operativi.
Il feedback da parte dei professionisti del settore è stato anche molto positivo, perché hanno
trovato nel testo un punto di confronto operativo per la figura del Receptionist a 360°, che
non solo si occupa di gestire l’Ospite quando è in Hotel, ma anche delle vendite, con la
gestione delle prenotazioni; perchè è questa la realtà che si trova nella maggioranza delle
Strutture Ricettive Italiane.
Il confronto sia per lettori, studenti e professionisti prosegue attraverso le pagine Social di
Best Receptionist, su LinkedIn, Facebook ed Instagram, in cui ogni settimana vengono
pubblicati due contenuti; da oltre tre anni a questa parte, oltre quanto riportato nel testo,
abbiano dedicato post a Best Practice comportamentali / operative, come ad esempio come
comportarsi se si è in malattia, come gestire il cambio del posto di lavoro ed altri argomenti
che generalmente non vengono trattati, ma che hanno dato avvio ad un’interessante
partecipazione.
Che consiglio daresti a chi oggi si affaccia per la prima volta a questo mestiere?
Innanzitutto, consiglierei di avere pazienza con sé stessi ed indicherei che per raggiungere i
traguardi professionali ci vogliono forza di volontà, disciplina, cura di sè, spirito di sacrificio e
tempo. E’ importante formarsi e confrontarsi continuamente con Colleghi e Professionisti del
settore e questo può avvenire attraverso confronti online o iscrivendosi ad associazione di
settore. Consiglierei inoltre, quantomeno in fase iniziale, di porre la giusta attenzione
all’aspetto economico, che, soprattutto in avvio di carriera, potrebbe richiedere dei sacrifici,
che possono essere considerati come investimenti virtuali nella propria formazione, perché
si impara più da un giorno di operatività che da un corso di formazione di una settimana.
Suggerirei ancora di cercare di avere esperienze lavorative in varie tipologie di Struttura, in
Italia ed all’estero, e, anche occasionalmente, negli altri Reparti di una Struttura Ricettiva,
perchè questo contribuirà al successo quando si raggiungeranno ruoli di coordinamento.
Ultimo, ma non meno importante, è lo studio delle lingue straniere, quantomeno dell’inglese,
in quanto la conoscenza delle lingue straniere abbatte le barriere comunicative e consente di
accedere ad opportunità maggiori, potendo confrontarsi non solo in Italia, ma con il mondo
intero; in pratica “Think GLobal, Act Local”.
Come immagini l’evoluzione della figura del receptionist nei prossimi anni?
Vedo quella del Receptionist come una figura sempre più multitasking con maggiori capacità
manageriali, portata naturalmente ad un maggior coordinamento sia operativo, che delle
vendite.
Che messaggio vorresti lasciare a chi ogni giorno rappresenta, con un sorriso e una parola, la prima immagine di un hotel?
Vorrei sentitamente ringraziare chi si impegna tutti i giorni e con grande professionalità
accoglie Ospiti provenienti da ogni parte del mondo con un sorriso, ciononostante il suo
vissuto ed i suoi problemi personali / professionali che lascia fuori dall’operatività lavorativa,
cercando sempre nuove soluzioni a possibili problemi.
I propri sogni sono lì che aspettano di essere avverati; con volontà e non arrendendosi mai,
prima o poi si arriva agli obiettivi e non c’è limite a tanti altri nuovi traguardi, perchè “Più
duramente lavoro, più fortuna ho” (Cit. Thomas Jefferson). Sky’s The Limit!
Ringrazio Giuseppe per la disponibilità e per aver condiviso con noi la sua esperienza e la sua passione nel mondo dell'hospitality.
Per conoscere meglio la sua storia e la sua attività, vi invito a visitare il suo sito e a seguirlo sui canali social:

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