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Visualizzazione post con etichetta ACCOGLIENZA. Mostra tutti i post
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domenica 13 luglio 2025

La telefonata

 

Una receptionist giovane e sorridente guarda il monitor del computer mentre tiene il telefono in mano, in un ambiente d’ufficio moderno e professionale.
🧠 Cambia prospettiva: ogni telefonata è una “quasi-prenotazione”

Chi chiama non lo fa per caso. Ha già superato alcune fasi del percorso di scelta:

  • Ha visto la tua struttura online

  • Ha valutato la posizione o i servizi

  • È abbastanza interessato da voler parlare con una persona

👉 Non sta cercando un numero qualsiasi: ha già quasi scelto te. Ora vuole solo essere rassicurato o convinto definitivamente.


🎯 Obiettivo: dare risposte, ma soprattutto creare relazione

Quando rispondi al telefono, il tuo ruolo non è solo fornire informazioni tecniche, ma trasmettere fiducia, competenza ed entusiasmo. Questo è ciò che fa la vera differenza.

Le prime cose da fare:

  • Rispondi con il sorriso (si sente!)

  • Presentati e dai il benvenuto: “Buongiorno, Hotel Aurora, sono Marta, come posso aiutarla?”

  • Ascolta attentamente: chi chiama deve sentirsi importante, non solo “servito”.


🧩 6 Passaggi per gestire con successo una telefonata informativa

1. Ascolta attivamente

Fai domande per capire le esigenze:

  • “Che tipo di soggiorno sta pianificando?”

  • “Viaggia in coppia o con la famiglia?”

  • “Ci sono date già definite o è ancora flessibile?”

🔑 L'obiettivo è profilare chi hai dall’altra parte e adattare la tua proposta di conseguenza.

2. Personalizza l’offerta

Evita risposte generiche come:

“La camera costa 90 euro a notte, colazione inclusa.”

Meglio dire:

“Per il periodo richiesto, posso proporle la nostra camera comfort, molto apprezzata dalle coppie, a €89 a notte, colazione gourmet inclusa, con possibilità di check-out ritardato gratuito.”

🎁 Aggiungi valore, non solo prezzo.

3. Parla dei benefici, non solo dei servizi

Non dire solo “offriamo parcheggio gratuito”, ma:

“Al suo arrivo troverà il nostro parcheggio interno gratuito, così potrà godersi la città senza pensieri fin da subito.”

Trasforma ogni servizio in un’esperienza.

4. Crea urgenza senza forzature

Puoi dire:

“In quel periodo stiamo ricevendo molte richieste, se desidera posso bloccare la disponibilità per qualche ora.”

Oppure:

“Le nostre camere vista mare si esauriscono rapidamente: posso verificare subito la disponibilità per lei.”

5. Gestisci le obiezioni con empatia

Se chiama per dirti che ha visto un prezzo inferiore su Booking, non chiudere la conversazione.
Piuttosto:

“Capisco perfettamente. Se prenota direttamente con noi, le offriamo un piccolo sconto del 5% o un upgrade gratuito, oltre a un contatto diretto per ogni esigenza.”

Non essere rigido. Sii strategico.

6. Chiudi con eleganza (e una chiamata all’azione)

“Se vuole, possiamo procedere subito con la prenotazione, bastano pochi minuti.”
“Preferisce che le invii un preventivo via email, così può valutarlo con calma?”

Mai chiudere senza lasciare un ponte aperto. Se non prenota subito, assicurati di avere un contatto per un follow-up.


✅ Conclusione: il potere del “momento vocale”

Una telefonata in hotel non è solo una richiesta di informazioni, ma un momento cruciale in cui si decide (quasi sempre) se l’ospite prenoterà da te o da un altro.

Chi sa ascoltare, personalizzare l’offerta e trasmettere fiducia, ha già vinto mezza battaglia.

💡 Ricorda: le persone dimenticano facilmente ciò che hai detto, ma non dimenticano come le hai fatte sentire.

mercoledì 9 luglio 2025

Cliente o Ospite?

 

Una receptionist accoglie un ospite facendolo sentire a casa sua, cercando di regalargli una bella esperienza.
🧭 Cliente o Ospite? La differenza che fa la differenza nell’ospitalità

In ambito alberghiero e turistico, sentiamo spesso usare due termini in modo intercambiabile: ospite e cliente. Eppure, la differenza tra queste due parole è molto più profonda di quanto sembri.
Capirla – e metterla in pratica – può cambiare radicalmente il modo in cui gestiamo l’accoglienza.



🛎️ Il “cliente” paga. L’“ospite” viene accolto.

Il cliente è una figura legata al concetto di transazione: paga per un servizio e, in cambio, riceve un prodotto o una prestazione.

L’ospite, invece, è legato a un concetto molto più umano e relazionale: viene accolto in uno spazio che diventa, per un tempo, anche suo.
Chi riceve un ospite lo fa con attenzione, rispetto e calore, come si farebbe nella propria casa.

“Trattare qualcuno come un cliente è facile. Accoglierlo come un ospite è un’arte.”


🧡 L’ospitalità è fatta di emozioni

Nel turismo, l’esperienza è fatta di dettagli, certo, ma anche – e soprattutto – di emozioni.
Un cliente soddisfatto può lasciare una buona recensione.
Un ospite felice, invece, lascia una traccia emotiva: parlerà della struttura come di un luogo speciale, tornerà volentieri, e diventerà ambasciatore spontaneo della tua realtà.

Accogliere un ospite significa prendersene cura.
Significa andare oltre l’efficienza, ed entrare nel territorio della gentilezza autentica, dell’attenzione sincera, della relazione umana.


🔍 Le piccole (grandi) differenze nel servizio

Vediamo come cambia il nostro approccio, se partiamo da questa distinzione:

ClienteOspite
Riceve un servizioVive un’esperienza
Ha aspettativeCrea ricordi
Si aspetta professionalitàCerca empatia e autenticità
È uno tra tantiSi sente unico
ConsumaCondivide un momento

🎯 Perché questo fa la differenza (anche nel business)

Molti pensano che trattare bene i clienti significhi “essere professionali”.
In realtà, la vera fedeltà nasce solo quando qualcuno si sente riconosciuto e valorizzato come persona, non solo come acquirente.

Un ospite ben accolto:

  • è più propenso a tornare

  • lascia recensioni più personali e sentite

  • parla della struttura ad amici e conoscenti

  • perdona più facilmente eventuali errori

In altre parole: un ospite crea un legame con la struttura.
Un cliente, no.


✨ Come trasformare un cliente in ospite

Ecco alcune azioni concrete che fanno la differenza:

  • Chiamarlo per nome, non per numero di camera

  • Offrire qualcosa senza aspettarsi nulla in cambio (un gesto, una parola, un pensiero)

  • Anticipare i suoi bisogni prima ancora che li esprima

  • Personalizzare l’esperienza in base a chi è, non solo a cosa ha prenotato

  • Farlo sentire a casa, non solo ben servito


💬 In conclusione

In un mondo sempre più automatizzato, dove prenotazioni, check-in e check-out sono gestiti da schermi e app, ricordiamoci che la vera differenza la fa l’essere umano.

Non limitiamoci a gestire clienti.
Impegniamoci ogni giorno ad accogliere ospiti.

Perché nel cuore dell’ospitalità non c’è una transazione, ma una relazione.
E solo chi viene accolto come ospite, tornerà come amico.

domenica 10 aprile 2022

L' accoglienza

Lobby accogliente di un hotel.

🤝 L’arte dell’accoglienza: il primo passo verso un soggiorno indimenticabile

Una delle azioni più importanti svolte al front office è, senza dubbio, l’accoglienza.

Il personale di ricevimento gioca un ruolo cruciale all’interno delle strutture ricettive, poiché rappresenta il primo contatto umano tra l’ospite e l’hotel. E, come ben sappiamo, la prima impressione è quella che conta: molto spesso l’intera esperienza di soggiorno sarà influenzata proprio da come una persona viene accolta.


💡 L’accoglienza parte da dentro

Chi ama questo lavoro lo sa bene: essere cordiali, gentili, ospitali e sorridenti è qualcosa che nasce spontaneamente. E, in cambio, si ottiene una grande soddisfazione personale.

Un’accoglienza calorosa e professionale non è una tecnica: è un’attitudine, una predisposizione che può essere coltivata e migliorata con l’allenamento.

Il nostro dovere, in qualità di front office, è far sentire l’ospite a casa, coccolarlo, metterlo a proprio agio fin dal primo istante. Bastano pochi minuti – spesso meno di cinque – per capire se l’esperienza sarà positiva o negativa. In quel breve tempo dobbiamo trasmettere:

  • attenzione

  • calore umano

  • professionalità

  • cura per i dettagli

📌 La reception è il biglietto da visita dell’hotel.


🔑 La responsabilità del front office

Durante l’accoglienza, il personale di front line ha una grande responsabilità: ha in mano le chiavi della struttura e la sua reputazione.

Non possiamo improvvisare, non possiamo “vedere come va”:

🎯 La preparazione fa la differenza.
💡 L’esercizio migliora, l’osservazione dei colleghi più esperti aiuta, e l’esperienza costruisce.

Ogni gesto, ogni parola, ogni sorriso può fare la differenza tra una recensione entusiasta e una delusione.


👋 Il potere di un sorriso e di un saluto

Immagina un ospite che entra nella struttura. La prima cosa che dobbiamo fare è salutarlo con un sorriso autentico.

Questa azione, semplice ma potente, trasmette attenzione, disponibilità e sicurezza.

🔁 Mai aspettare che sia il cliente a salutarci per primo: prendiamo l’iniziativa e offriamo un caloroso benvenuto.
Solo così l’ospite capirà che è in un luogo dove è atteso, non semplicemente "capitato".


👂 L’ascolto: la chiave dell’accoglienza

Dopo il saluto, inizia la fase più importante: l’ascolto attivo.

Come dice il formatore e coach Giancarlo Fornei durante i suoi seminari:

“Quante orecchie abbiamo?”
“Due!”
“E quante bocche?”
“Una!”

Una scena ironica ma efficace: abbiamo due orecchie e una sola bocca perché dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno.

Purtroppo, nella realtà spesso accade il contrario.

Ma ascoltare non significa aspettare il proprio turno per parlare. Ascoltare significa:

  • concentrarsi esclusivamente su ciò che l’ospite sta dicendo

  • comprendere profondamente i suoi bisogni

  • anticipare eventuali richieste

  • dare un feedback chiaro e coerente

👉 Solo così possiamo entrare in empatia.
Questa sarà la vostra migliore alleata: empatizzare con l’ospite significa capire come si sente, pensare come lui e agire di conseguenza.


🎭 La tecnica del “ricalco”

Durante il mio percorso formativo ho appreso una tecnica estremamente utile: il ricalco.

Si tratta di condividere lo stato d’animo dell’interlocutore, creando una sintonia comunicativa attraverso atteggiamento, tono e contenuti.
È un metodo semplice ma efficace per generare fiducia e far sentire l’ospite compreso e accolto.


🧵 Personalizzare l’esperienza

Anche senza essere esperti di comunicazione, possiamo mettere in pratica azioni concrete per migliorare l’accoglienza:

  • Chiamiamo l’ospite per nome o cognome

  • Adattiamo il saluto al tipo di cliente e alla situazione

  • Facciamo in modo che l’ospite senta che, in quel momento, l’attenzione è tutta per lui

🎯 Il nostro obiettivo è cucire addosso all’ospite un’esperienza su misura, come un sarto che realizza l’abito perfetto.

Vogliamo che chi ci sceglie ricordi il soggiorno come qualcosa di speciale, un momento da ripetere, una struttura in cui tornare volentieri.


⏳ La priorità è l’ospite presente

Sappiamo bene che il front office è un luogo frenetico: telefonate, mail, check-in, portali, messaggi, registrazioni, documenti…

Ma la priorità va sempre a chi si trova fisicamente davanti a noi.

📌 Un’e-mail può aspettare
📌 Una telefonata può essere richiamata
📌 Ma un momento mancato di accoglienza non torna più


🌟 Piccoli gesti, grande effetto

Ci sono tante idee semplici ma d’impatto per migliorare l’accoglienza:

  • Un welcome drink all’arrivo (anche solo un succo di frutta con due biscotti)

  • Una lettera di benvenuto in camera, scritta a mano, con poche righe personali

Questi piccoli gesti comunicano attenzione e cura, e fanno sentire l’ospite importante e valorizzato.


💬 In conclusione

L’accoglienza non è solo una fase operativa:
è il cuore pulsante dell’esperienza di soggiorno, il momento in cui si crea – o si rompe – il legame tra ospite e struttura.

Essere preparati, empatici, sorridenti e presenti non è un’abilità innata, ma una competenza che si costruisce giorno dopo giorno.

E ricordate:

ogni ospite accolto con il cuore è un ospite che porterà via con sé un ricordo positivo… e probabilmente tornerà.

martedì 5 aprile 2022

Come prepararsi ad accogliere gli ospiti

Reception pulito e ordinato pronto ad accogliere gli ospiti in hotel

🎯 Come prepararsi ad accogliere al meglio gli ospiti in hotel

In questo post voglio condividere alcuni suggerimenti pratici per prepararsi al meglio ad accogliere gli ospiti in hotel, partendo da un concetto fondamentale: la prima impressione conta, eccome se conta.

Spesso si sottovaluta l’importanza degli spazi e dei piccoli dettagli, ma dobbiamo ricordare che la reception e la hall sono il biglietto da visita della struttura. Sono i primi ambienti che i nostri ospiti vedono al loro arrivo, e da quel primo impatto si formeranno un’opinione — positiva o negativa — dell’intero soggiorno.


🧼 La struttura parla di noi: ordine e pulizia prima di tutto

Chi lavora alla reception deve assicurarsi ogni giorno che tutto sia in ordine, pulito e curato.
Fermati un momento e chiediti: "Se fossi io l’ospite, cosa penserei vedendo questa postazione?"

Immagina:

  • un pavimento sporco,

  • polvere visibile sul banco della reception,

  • fogli e cartacce in bella vista,

  • prenotazioni con i nomi degli ospiti lasciate incustodite.

Tutte queste sono piccole mancanze, ma danno un messaggio chiaro: disattenzione.

🕒 Un consiglio semplice ma prezioso: arriva qualche minuto prima dell’inizio del turno per sistemare la postazione, eliminare ciò che è superfluo (appunti, fotocopie inutili, stampe con dati sensibili) e dare un’ultima occhiata generale.
Privacy e riservatezza sono elementi chiave: evitiamo che i dati personali siano visibili agli altri ospiti in transito.

🧍‍♂️🧍‍♀️ La persona conta quanto la struttura: cura di sé

Chi lavora in prima linea rappresenta l’intera struttura. Per questo è fondamentale presentarsi in modo ordinato e professionale:

  • Abbigliamento in ordine, con divisa ben stirata.

  • Nodo della cravatta corretto per l’uomo, foulard sistemato per la donna.

  • Capelli puliti e in ordine.

  • Make-up sobrio e adeguato.

  • Barba curata: non è obbligatorio essere rasati, ma è importante che sia ben tenuta.

💡 Ricorda: la cura del dettaglio fa la differenza. Un aspetto trasandato comunica disinteresse. Anche un solo ospite che si fa un'idea negativa basandosi sull'apparenza è una perdita per l'azienda.

🗣️ Allena la tua voce: esercitazione e consapevolezza

Un altro consiglio utile è esercitarsi a casa, magari registrandosi mentre si simula un'accoglienza.
Riascoltarsi aiuta a capire:

  • se si parla troppo in fretta,

  • se il tono è piatto o troppo rigido,

  • se si usano le parole giuste.

Allenare la propria voce è uno strumento semplice ma potente per migliorare la comunicazione.

🤝 Comunicazione non verbale: il corpo parla prima delle parole

Nel nostro lavoro, il linguaggio del corpo è fondamentale.
Il modo in cui ci muoviamo, ci posizioniamo, sorridiamo o guardiamo un ospite è parte integrante della comunicazione.

✅ Alcuni elementi da tenere a mente:

  • Postura eretta, ma rilassata.

  • Braccia aperte, mai incrociate.

  • Sguardo diretto e gentile.

  • Movimenti fluidi e controllati.

📚 Un libro consigliato per approfondire:

Comunicare bene è facile, se sai come farlo” di Giancarlo Fornei"

🎯 Conclusione

Accogliere un ospite non è solo una questione di procedura, ma di atteggiamento mentale e attenzione ai dettagli.
La front line comunica in ogni istante: con l’ambiente, con il corpo, con le parole.
E se lo fa nel modo giusto, trasmette valore, fiducia e professionalità.

Prendiamoci cura della struttura, della nostra postazione, di noi stessi e della nostra comunicazione: è così che si costruisce un’accoglienza memorabile.